Il mio amore per il massaggio thailandese nacque nel 1990, quando andai in Thailandia per turismo e rimasi folgorato da un paese ricco di storia e tradizioni, l’unico paese del sud-est asiatico mai conquistato da altre nazioni.

È un massaggio unico al mondo che ebbi la fortuna di imparare all’interno del Wat Po, il più antico tempio di Bangkok, conosciuto anche come tempio del Buddha Reclinato, sede della prima scuola thailandese di massaggio aperta al pubblico, tra monaci e le oltre 1000 statue di Buddha (oggi, ahimè, la sede è stata decentrata fuori dalle mura del tempio).

Compresi subito che si trattava di una modalità unica al mondo per intervenire sul corpo, la mente e l’anima delle persone e che era stato inventato già 2500 anni prima, all’epoca del principe Siddharta!

Ad oggi confermo che averlo imparato e poterlo insegnare e praticare è stato uno dei più grandi regali che ho ricevuto nella mia vita.

Sono stato nell’antico Siam innumerevoli volte e ho voluto frequentare le principali scuole del paese per avere una visione più completa di questa arte fantastica e, come l’ho appresa, così la insegno, in maniera aderente alle metodiche originali.

In quasi 30 anni di esperienza ho avuto modo di esplorare abbastanza questo antico metodo di guarigione e posso affermare serenamente che è fortemente consigliato a chiunque e quasi in ogni situazione.

Il massaggio thailandese, pur non sostituendosi alla medicina, è effetto di millenni di pratiche sull’essere umano e, essendo la chirurgia assente fino ai tempi moderni, veniva utilizzato, insieme a opportuni movimenti fisici (lo Stretching degli Eremiti) e le erbe autoctone, per affrontare e risolvere qualsiasi disturbo.

Il massaggio tradizionale è fatto di centinaia di posture, pressioni, allungamenti, trazioni e non solo che vengono scelte dall’operatore consapevole e preparato per aiutare le persone a ri-ottenere un benessere olistico e mantenerlo il più possibile.

Ho potuto apprezzarne negli anni i grandi effetti positivi sulle gambe, la schiena, l’area della “cervicale”, così come sugli organi e sul raggiungimento di un equilibrio generale per l’individuo. Muovendo il proprio corpo in armonia con il ricevente, si promuove una migliore circolazione dell’energia e dei fluidi all’interno del suo corpo

Il massaggio thailandese opera essenzialmente in due modalità: attraverso la digitopressione (si usano anche i palmi delle mani e le piante dei piedi, gli avambracci, i gomiti, le ginocchia) e attraverso movimenti di stretching indotti dal massaggiatore al ricevente.

Credo che sia il massaggio più lungo al mondo anche se le nostre esigenze di occidentali fanno sì che venga normalmente ridotto all’incirca ad 1 ora; però, qualora venga effettuato interamente, le durata varia dalle due ore fino alle tre ore e mezza ed anche quattro, in alcune scuole.

La Thailandia è oggi il principale paese buddista al mondo e il massaggio thai segue questi precetti e viene svolto attraverso la gentilezza amorevole e il massaggiatore occidentale per comprenderne fino in fondo la spiritualità dei gesti, pur non essendo buddista, dovrebbe tendere ad essa .

Di fatto, quando svolgo un massaggio thailandese, lo faccio con amorevolezza verso l’altra persona, con rispetto delle sue condizioni psico-fisiche, con l’obiettivo di dare un contributo al benessere ed all’evoluzione di chi ho di fronte.

Nei corsi che tengo, mi sforzo di trasmettere ai miei studenti il senso di quest’arte, la responsabilità che abbiamo nell’avere questa tradizione antica tra le nostre mani e l’onore che ci tocca nell’applicarci ad essa che sia per lavoro come per diletto.

È una pratica che, in virtù della sua origine naturale, può essere svolta da chiunque senza particolari pre-requisiti, nemmeno di conoscenza dell’anatomia, e che richiede principalmente di raffinare la capacità empatica verso la persona da trattare.

Questo massaggio è stato copiato in diverse modalità e, anche se in alcuni casi nell’ovest del mondo hanno preso piede tecniche ad esso fortemente ispirate, il massaggio thailandese era e resta un’esperienza unica!

A chi si approccia per la prima volta ad esso consiglio di valutare bene chi lo pratica e lo insegna, perché il massaggio thailandese è alla base un atto spirituale, fatto di amorevolezza altruistica ed anche un atto meditativo!

Allora cosa stai aspettando? Che tu lo voglia imparare per lavoro o provarlo, la nostra Scuola è il luogo giusto!   AIMSET – Associazione italiana di massaggio e stretching degli eremiti thailandesi