Questa antica tradizione, il Rusie Datton,  fa parte delle 3 arti thailandesi del benessere, insieme al massaggio tradizionale thailandese ed alle erbe, con i quali costituisce un sistema completo di medicina tradizionale.

Si tratta dei movimenti che gli eremiti delle foreste, i quali nel Paese sono considerati dei veri e propri santoni, eseguivano per mantenersi in salute e che sono adatti a chiunque, essendo progressivi e graduabili sulle possibilità di ognuno.

Poiché i Rusie (eremiti) erano obbligati a guarirsi da soli, gli esercizi hanno effetti molto profondi e funzionali non solo a livello muscolare e scheletrico, ma anche a livelli degli organi e dei sistemi del corpo: ogni singola postura, secondo la tradizione, porta al praticante grandi benefici.

Malauguratamente quest’arte è stata quasi dimenticata nei secoli ed anche la sua storia recente è stata, purtroppo, particolarmente complicata.

Qualche centinaio di anni fa, sotto il regno del Re Rama I, furono realizzate circa 80 statue raffiguranti parti delle forme di quello che alcuni definiscono lo yoga thailandese e situate nel tempio Po.

Successivamente queste statue andarono distrutte a causa delle intemperie e Re Rama III le fece in parte ricostruire in materiali meno deperibili e poi portare al coperto.

Sostanzialmente in tempi recenti le varie posture sono state ricostruite dalle figure del Rusie Datton che sono presenti in tre templi della Thailandia e dagli insegnamenti di alcuni eremiti.

Non molti anni fa, un uomo giapponese ha registrato il marchio Rusie Dutton impedendo di fatto ai thailandesi di usare un nome che appartiene alla loro tradizione, anche se poi lo stesso ne ha verbalmente consentito un uso parziale in un secondo momento.

Questo, però, è indicativo della scarsa attenzione in Thailandia verso una delle tradizioni autoctone più belle al mondo, che non è stata né tutelata e nemmeno diffusa adeguatamente.

Infatti, questi esercizi sono molto poco presenti persino nelle principali scuole thailandesi, dove vengono insegnati parzialmente, a partire dai 20 esercizi nella scuola del Wat Po a qualche decina in altre.

In sostanza, quindi, persino i nativi li conoscono poco e, anche nel resto del mondo, sono poco noti tranne, appunto, in Giappone, a causa di quanto detto prima.

In Italia sono stati inseriti come disciplina dal CSEN nazionale in virtù della mia volontà e dei miei sforzi che hanno portato al riconoscimento dello Stretching degli Eremiti a livello nazionale, cosa che ho fortemente voluto nell’intento che questa tradizione venga ricordata a lungo.

Sono ad oggi, l’unico insegnante della totalità delle 200 forme della tradizione, non solo in Italia, ma tra i pochissimi nel mondo occidentale, tanto che vengono ad imparare nei  miei corsi anche studenti stranieri.

L’esperienza mi ha anche portato, che io sappia unico a farlo, ad utilizzare quest’arte in combinazione con il massaggio thailandese, aumentando, così, i benefici di entrambi in maniera esponenziale.

Infatti, le persone che si recano alla nostra Associazione Italiana di Massaggio e Stretching degli Eremiti Thailandesi oltre alle attività di gruppo intensive o periodiche,  possono usufruire di trattamenti e percorsi personalizzati e individuali.

Lo Stretching degli Eremiti thai offre anche opportunità lavorative per chi già opera in attività adiacenti come insegnamento di yoga, pilates, fitness ecc., completa la formazione di massaggiatori e operatori olistici, apre nuove possibilità a chi cerca una formazione completa in una disciplina che fa parte in un settore attivo come quello del benessere.

Diventa praticante in Stretching degli Eremiti e scopri tutti i benefici di queste pratiche antiche tra le migliori al mondo e diplomati insegnante di queste pratiche che sono nuove per l’Italia e che, quindi, ti permettono di differenziarti da tutti!

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